Sexting – Cyber bulling: riconoscerli, capirli e fermarli!

A trattare temi di tale attualità e importanza, la d.ssa Silvia Mulargia – psicologa della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Bolzano – e l’Ispettore Superiore SUPS della Polizia di Stato e Responsabile della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano – Ivo PLOTEGHER.

 

Isp. Sup. Ivo Plotegher              polizia dello stato                         Dr. S. Mulargia

Ispettore Superiore Ivo Plotegher                                                                                                                                                   la psicologa  d.ssa Silvia Mulargia

 

Innanzitutto, bisogna definire bene le parole sexting e cyber bulling.

Il sexting, anche fra i più giovani, è considerato una vera e propria moda. Consiste nello scambio di foto e video amatoriali dal contenuto “sessualmente esplicito”, spesso realizzate con il cellulare e diffuse tramite whatsapp, chat, social network e applicazioni varie. Il fenomeno – nei teenager –  ha le sue origini da un concetto di condivisione della propria immagine un “po’ distorto”. Amano fotografarsi in ogni luogo ed in ogni modo semplicemente per mettersi al centro dell’attenzione con i propri coetanei.

Il “cyber bulling” (bullismo elettronico o bullismo in internet) indica l’utilizzo di tecnologie di informazione e delle comunicazioni per mettere in atto intenzionalmente comportamenti ostili, aggressivi, diffamatori nei confronti della vittima prescelta. Il cyberbullismo comprende tutte le forme di prevaricazioni e prepotenze tra coetanei messe in atto attraverso internet: posta elettronica, blog, reti sociali, siti di diffusione di immagini e filmati o  attraverso telefoni cellulari: whatsapp, sms, fotografie scattate senza permesso, scambio di filmati, diffusione di filmati intimi.

Quanti casi di sexting/cyberbullismo sono stati registrati durante l’anno 2015 presso la Sezione Polizia Postale di Bolzano?

<<Il seguente dato è parziale poiché i cittadini si possono presentare anche presso altri Uffici di Polizia. Per quanto riguarda la Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Bolzano il numero complessivo dei casi trattati è di circa una decina.

Va detto che non si tratta di un dato allarmante, anche grazie al fatto che viene svolta, all’interno delle scuole, un’ampia attività di sensibilizzazione sia da parte della Polizia Postale e delle Comunicazioni ma anche da parte delle scuole stesse.>>

Un minore può, ad esempio, fotografarsi nelle parti intime ed inviare, quindi, l’immagine ad un’altra persona?

<<Assolutamente no! Tali condotte, oltre ad essere inopportune e pericolose, potrebbero rientrare in quanto previsto dall’articolo 600 ter (pornografia minorile) e dall’art. 600 quater (detenzione di materiale pornografico) del codice penale. In tal caso le pene, che sono previste anche per i minori ma maggiori di anni 14, sono piuttosto severe. Prevedono, nel caso dell’art. 600 ter, la reclusione da 6 a 12 anni e la multa da € 24.000,00 a € 240.000,00; mentre nel caso dell’art. 600 quater, è prevista la reclusione fino a 3 anni ed una multa non inferiore a € 1.549,00.>>

Oltre alle conseguenze di ordine penale quali altre conseguenze può comportare la “pratica” del “sexting”?

<<Le conseguenze possono essere di varia natura. Tuttavia giova ricordare che di tutte quelle immagini che vengono inviate con il cellulare e/o pubblicate sui social network, il titolare, ne perde definitivamente il controllo e, le stesse, potrebbero anche venir condivise da milioni di utenti. Quindi, anche una foto ove sono ritratta o ritratto in un atteggiamento “sessualmente esplicito” e che ho inviato a qualcuno con il cellulare in qualsiasi momento, anche a distanza di anni, può riemergere creandomi dei notevoli danni e mettendomi in un forte stato di imbarazzo.

Inoltre l’uso così disinibito di foto a sfondo sessuale può diventare strumento pericoloso nelle mani dei bulli che possono così ricattare in vario modo le loro vittime oppure estorcere loro denaro o altri beni in cambio del loro silenzio e della mancata diffusione di quelle immagini.>>

Quali potrebbero essere le conseguenze a cui va incontro un cyberbullo che decide di danneggiare qualcuno pubblicando fotografie e/o informazioni false o poco lusinghiere sul conto della sua vittima? 

<<L’argomento è di sicuro interesse poiché molti adolescenti e giovani rischiano di sottovalutare condotte che potrebbero ben presto riservare delle spiacevoli sorprese. Infatti il bullo –  che in Rete è quasi sempre identificabile – potrebbe venir accusato di aver violato l’articolo 595 comma 3 c.p. (diffamazione) e rischiare la reclusione da 6 mesi a 3 anni o una multa non inferiore ad € 516,00. A seconda dei casi potrebbero emergere anche delle condotte che integrano i reati di cui all’articolo 612 (minaccia) o il 612bis del c.p. (atti persecutori)che prevedono pene da 6 mesi a 4 anni. Nel caso in cui il bullo pubblichi poi delle foto di altre persone senza il loro consenso, tale condotta comporterebbe altresì la violazione della normativa prevista dal D.Lgs 196/2003 (T.U. Privacy) con pene che prevedono la reclusione da 6 a 24 mesi.>>

Ci sono dati che indicano la percentuale dei giovani che praticano il “sexting”?

<<Alcune ricerche condotte in questi anni da Telefono Azzurro ed Eurispes mostrano che immagini, testi e video a sfondo sessuale vengono ricevuti spesso da amici (38,6% dei casi), dal proprio ragazzo/a (27,1%) da conoscenti (9,9%), ma in alta percentuale anche da estranei (22,7% dei casi). Inoltre una recentissima indagine del 2014 ha evidenziato che il 35,9% dei ragazzi conosce qualcuno che ha fatto sexting. E’ emerso anche che il Sexting sembrerebbe interessare sia maschi che femmine, seppure con qualche differenza ovvero sono prevalentemente i maschi a inviare sms o mms a sfondo sessuale  (contro il 3,6% delle femmine) e riceverli (15,5% contro il 7,1% delle ragazze).>>

Cosa possono fare i genitori per effettuare una certa sorveglianza sui loro figli?

<<Troppo spesso i genitori tendono ad ignorare l’esistenza del fenomeno o a sottostimarne la pervasività e la pericolosità. È importante essere sempre ben disposti all’ascolto e al dialogo aperto e costruttivo su argomenti che riguardano la sfera della sessualità e dell’affettività. È importante dare e fare informazione, comprendere eventuali disagi o semplici insicurezze tipiche del periodo adolescenziale. Incentivare  le attività che favoriscono le relazioni interpersonali dei propri figli, quali lo sport a squadre, la musica, il teatro.>>

Quali sono le pratiche di cyberbullismo più utilizzate dal bullo?

<<L’obiettivo del bullo è molestare la vittima, minacciarla, deriderla; in particolare diffondere pettegolezzi maliziosi, mettere sul web fotografie o registrazioni video diffamatorie, mandare e-mail sgradevoli e volgari, mandare e-mail o messaggi istantanei con contenuti pornografici, far circolare battute o barzellette di pessimo gusto con il chiaro intendo di offendere , diffamare, escludere o isolare intenzionalmente la vittima da un determinato gruppo.>>. 

A quali  indicatori i genitori devono prestare attenzione per capire se un loro figlio è vittima di bullismo elettronico?

<<Un  problema molto rilevante che coinvolge le vittime del bullismo elettronico è il silenzio. Spesso, circa la metà delle vittime, (come anche  nel bullismo tradizionale) dichiara di non avere detto a nessuno delle aggressioni elettroniche subite e chi ha scelto di confidarsi ha preferito principalmente un amico. Pertanto gli indicatori che soprattutto i genitori non devono sottovalutare sono: cambiamento improvviso nelle abitudini di utilizzo di internet, ovvero il ragazzo/a fa un uso eccessivo del computer e di Internet è turbato/a dopo averlo utilizzato; fa in modo che i genitori non possano guardare il monitor dello smartphone mentre lo stanno utilizzando sui social network; ha un calo rilevante nel rendimento scolastico e nella frequenza scolastica; il ragazzo/a diventa isolato rispetto alle normali interazioni con la famiglia e gli amici; non pratica più attività sportive  o  extrascolastiche.>>

Se si è vittima di “cyberbullismo” come comportarsi?

<<Non rispondere a e-mail o sms offensivi o molesti; salvare i messaggi offensivi che si ricevono (sms, mms, e-mail) annotando giorno ora in cui il messaggio è arrivato; cambiare il proprio nickname, cambiare il numero del cellulare, non fornire mai dati personali a chi si incontra in chat o sul web, parlarne immediatamente con i genitori o insegnanti. In caso di minacce, di molestie continue  contattare l’ ufficio di Polizia.>> 

Cosa fare per contrastare questo fenomeno sociale preoccupante?

<<Fondamentale è responsabilizzare i genitori e gli insegnanti sull’importanza di educare i ragazzi ad un uso corretto e sano delle nuove tecnologie. E’ indispensabile soffermarsi sulla cultura del rispetto, assertività, empatia e senso critico. Il metodo più efficace è sempre l’educazione, la quale deve partire sicuramente dalle famiglie che non devono, tuttavia, rimanere sole nella lotta al bullismo ma essere sostenute ed accompagnate in questo percorso educativo anche dalla scuola e dai mezzi di informazione.>>

Cesare

 

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