Il cibo, la nostra medicina

“Fai che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” recitava Ippocrate nel famoso trattato “Antica Medicina” affermando che il cibo può essere allo stesso tempo sia medicina che veleno a seconda di come e quanto mangiamo.

Nonostante l’antichità di questa frase, che fu scritta indicativamente 2400 anni fa, la sua correttezza non è mai stata messa in dubbio, anzi nel corso del tempo ha trovato sempre maggiore approvazione. Proprio per questo nel 2003 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso un documento in cui sostiene che “la nutrizione è un importante causa determinante di malattie croniche”. Lo stesso filosofo tedesco Ludwig Feuerbach alla fine del 1800 affermava “Siamo ciò che mangiamo”. Niente di più vero. La scarsa attenzione che diamo oggi a ciò che ingeriamo, assuefatti dalle spropositate proposte di mercato,

non influisce solamente sul nostro corpo bensì anche sulla nostra psiche. Sostanzialmente per pensare bene occorre nutrirsi bene. Il concetto di energia vitale è fondamentale per approfondire meglio la questione. Comunemente si pensa che il cibo sia una sostanza costituita unicamente da carboidrati, proteine, grassi, lipidi o sali minerali pensando quindi a un mero valore nutrizionale, tralasciando l’energia vitale di un alimento. L’ingegnere francese André Simoneton si occupò di ricerche aventi per oggetto gli effetti che gli alimenti  hanno sul corpo umano,

misurando con sistemi molto sofisticati le radiazioni emesse da essi. Nel suo libro, il ricercatore francese denota come ad esempio la frutta non sia sempre sana. Una pera emette radiazioni vitali per circa otto giorni, dopo i quali queste scendono a zero. L’accuratezza e l’importanza di queste ricerche ci introducono una logica interessante e alla quale oggi viene data poco peso. La frutta e la verdura sono alimenti che vanno consumati freschi. Perciò non limitiamoci a seguire qualsiasi dieta possibile senza puntare anche alla qualità degli alimenti.

Gelo

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