DA DOVE ARRIVA IL MESSAGGIO E A CHI GIOVA?

In un’epoca di sovraproduzione di informazione, di immagini, di messaggi, di slogan, di pubblicità e di proclami, sembriamo sempre meno attenti a valutare la fonte dell’informazione che ci arriva.


Non ci chiediamo più, o lo facciamo solo di rado, chi ha prodotto quella notizia e, di conseguenza, quale sia il grado di attendibilità di quel dato di cronaca. Spesso sentiamo dire dalla gente che commenta vicende di varia natura «L’ho letto in internet» oppure «L’ho letto su un giornale», «L’ho visto in tv», come se ciò bastasse a dare affidabilità a ciò di cui si sta parlando. O come se il mezzo di informazione stesso, anche se del tutto anonimo, fosse di per sè garanzia di verità.
Sembra anche che stiamo via via perdendo il buon uso di citare correttamente le fonti di informazione. Non ci curiamo più di nominare quella precisa testata giornalistica, quel preciso blog, quel determinato nome di giornalista, opinionista o personaggio pubblico. Conta solo lo slogan che riportiamo, magari di un certo effetto, cosí da poter buttare sul tavolo della conversazione qualcosa di forte che faccia stupire i nostri interlocutori.
Se quella determinata frase poi sia vera, presunta o falsa, poco importa, perchè l’importante sembra essere l’ottenere un effetto nell’immediato. A volte questo capita addirittura nelle testate giornalistiche di grande popolarità. Viene sbatutta in prima pagina la notizia d’effetto e subito si vendono tante copie e cresce la popolarità del giornale.

Dopo qualche giorno qualcuno mosso da scrupoli di serietà e professionalità, qualcuno che non si lascia coinvolgere da questa ansia della velocità delle notizie che si susseguono una dopo l’altra e si prende un po’ di tempo per indagare la veridicitá della notizia e l’attendibilitá della fonte, scopre magari che si trattava di una montatura giornalistica, o di una «fake new» come va di moda dire oggi. Allora esce un pezzo che smentisce o precisa meglio i dettagli della notizia di qualche giorno prima. Ma per uno strano meccanismo, la smentita conta molto meno della “sparata” iniziale e la notizia – questa volta vera e verificata – non va in prima pagina e non fa discutere più di tanto. Il risultato é che la gente poi non sa più cosa è fake e cosa no e a distanza di tempo la veritá e la bugia valgono la stessa cosa.
Ecco quindi l’importanza di verificare e valutare la fonte delle informazioni a cui diamo peso. Dovremmo chiederci, da semplici cittadini, chi ha riportato la notizia e da dove a sua volta l’ha tratta. Oltre a questo, sarebbe di nostro interesse consocere l’orientamento politico-culturale della fonte a cui diamo affidabilitá. È probabilmente vero che l’informazione «neutra» non esiste perchè se è prodotta da una persona, questa sarà a sua volta influenzata dalla sua personale visione del mondo, dal suo personale punto di vista.

Quindi, a noi che ci informiamo, gioverebbe sapere quali orientamenti hanno le varie testate giornalistiche, le varie reti televisive, i vari blog eccetera. Spesso le posizioni sono dichiarate, e questo ci sembra onesto. Altre volte non lo sono e dovremmo essere noi a cercare di valutare l’orientamento da attribuire a una certa fonte.Ci sono infine i casi di conflitto di interesse, cioè quei casi in cui un giornalista o un opinionista ci informano di qualcosa e sono allo stesso tempo interessati – per motivi economici o di altra natura – a fare in modo che quella notizia sia a favore di qualcuno o a sfavore di qualcun’altro. Possiamo citare a mo’ di esempio il caso in cui un giornalista televisivo di una rete commerciale deve dare una qualche notizia su un politico che è anche imprenditore televisivo e suo capo. Cosa dovrà raccontare e come dovrá farlo?

O meglio, come potrà farlo se poi il suo stesso datore di lavoro avrà su di lui il diritto di esercitare un qualche potere gerarchico? Porci quindi la domanda «a chi giova questa notizia?» può guidare la nostra valutazione su quanto una fonte possa essere fidata o invece influenzata pesantemente da qualcos’altro.Ecco perchè valutare le fonti in modo meticoloso, scrupoloso, diremmo quasi maniacale, può essere utile nel mondo caotico dell’informazione attuale, per informarci con consapevolezza.


Anche per non sentirci continuamente con la sensazione di venir presi in giro e manipolati come burattini. Per guadagnarci la nostra autonomia di ragionamento. In definitiva, per formare un nostro pensiero critico, cercando di conoscere le cose come stanno e, se non proprio di conoscere la verità, almeno di avvicinarci il più possibile.

Gelo e Mr. Pink