BISOGNOSI COMPULSIVI

I bisognosi compulsivi soffrono di questo “eccesso di bisogno” che gli psicologi ritengono il disturbo del XXI secolo.
Queste persone sentono il bisogno costante di riempire i vuoti esistenziali con qualcuno o qualcosa.



“Io voglio”, “io ho bisogno”, “io devo”. Queste sono le frasi pronunciate da chi soffre di questo disturbo, che non riesce a controllare le proprie mancanze e deve cercare al più presto di colmarle o sostituirle con qualcosa d’altro.
Abbiamo bisogno di qualcosa e non sappiamo cosa. Amore, vestiti, cellulari di ultima generazione, nuove esperienze, o cibi, per autoconvincerci di aver colmato un vuoto o per alleviare l’ansia.
Non tutte le persone che sentono di avere una necessità soffrono di questo disturbo. Ci sono vari tipi di bisogni; tutti noi abbiamo delle esigenze, abbiamo bisogno di persone o cose, ma diventa pericoloso quando diventano bisogni compulsivi, quando si ha un bisogno disperato e molto frequente di qualcosa.
I bisognosi compulsivi hanno una visione della realtà un po’ distorta. Non sono consapevoli dei molteplici e costanti bisogni che sentono e delle loro richieste egoiste.

Questo tema ormai ha preso piede tra gli studi degli psicologi ed è ormai diventato uno dei temi più approfonditi nell’ultimo periodo. Tentano di aiutare queste persone cercando di farle riflette-re, mettendo alla luce il motivo per cui hanno queste costanti esigenze, ovvero vuoti che non riescono a colmare, ma tuttavia è molto difficile e c’è un duro lavoro dietro.
Il bisognoso compulsivo è come se avesse dentro di sè un manipolatore. Le persone che ne soffrono sono abituate ad ottenere cose col minimo sforzo e a rivolgersi a qualcuno che soddisfi tutte le richieste o risolva loro in fretta i problemi.
Hanno bisogno di “consumare per vivere” e tutte queste richieste li rendono ancora più fragili e aumentano il loro vuoto. Cercano un sostituto alla felicità, mentre proprio questa ricerca famelica e ossessiva sembra allontanarli dalla felicità stessa.
La sensazione che hanno di “mancanza” genera in loro paura, che porta alla necessità, per poi arrivare alla disperazione.

Un circolo vizioso da cui è difficile uscire, poiché si pensa che senza qualcosa che sostituisca i loro vuoti non potrebbero andare avanti.
Quindi, come aiutare queste persone?
Prima di tutto è giusto far sostituire la frase “io voglio” con “io ho bisogno”, in modo tale da far capire alla persona quali siano i suoi reali bisogni e vuoti che sente dentro di sé.
Cercare di rendere la persona autonoma è il secondo passo. Ogni volta che sente bisogno di qualcuno o qualcosa, dovrebbe provare a motivare se stesso e realizzarlo da solo, senza dover caricare le proprie responsabilità su qualcun altro.

Il terzo e ultimo passo consiste nel lavorare sull’empatia della persona, ovvero farle capire che tutti noi abbiamo dei bisogni nella vita e loro non sono gli unici.Sono piccoli suggerimenti, possibili vie d’uscita da una situazione claustrofobica che necessita, per essere spezzata, una apertura mentale, sociale, una condivisione vera e sincera.

Luna