COEDUCAZIONE O EDUCAZIONE OMOGENEA?

Un tempo era così: femmine in un’aula, maschi in un’altra. E per socializzare? La scuola non era un luogo adatto.

L’istruzione scolastica è cambiata notevolmente nel corso della storia, a partire dalla divisione delle classi, che è stata abbandonata negli anni;60 in nome delle pari opportunità e per migliorare l’interazione tra i due sessi. Oggi in Italia ci sono meno di 20 istituzioni che hanno mantenuto questo sistema separato, al fine di preservare le tradizioni. Altrimenti, nella maggior parte delle istituzioni, il modello scolastico esistente è misto. Questa condizione fu determinata per considerazioni educative, culturali ed economiche, poiché i ragazzi spesso svolgevano compiti pratici e le ragazze solo quelli teorici. La coeducazione, è quindi un traguardo che, dalla fine degli anni Sessanta, sembrava aver messo la parola fine a ogni discussione sulla pedagogia applicata ai sessi.
La scuola simula una piccola società in cui gli studenti apprendono il modo di relazionarsi e comportarsi. Questa favorisce lo scambio di idee, esperienze, culture e in generale l’interazione tra i generi. Grazie a questo sistema, il livello sociale è migliorato e gli studenti
hanno acquisito la capacità di poter crescere da soli. Gli studenti vengono stimolati a fare meglio e a crescere personalmente. Inoltre, in questo ambiente scolastico, gli alunni vengono sollecitati a un confronto critico, consapevole e consente anche di migliorare le differenze di genere e la personalità di ogni individuo, nonché di formare la propria identità.
Non avrebbe senso separare i due sessi in rispettive classi, si rischierebbe una mancanza di equilibrio. E’ importante essere educato in un ambiente misto, poiché la prima integrazione avviene a scuola e dà un’idea del mondo reale, proiettando gli individui verso la loro vita futura. Da adulti, ragazzi e ragazze si troveranno a collaborare fianco a fianco, quindi è fondamentale che si abituino a farlo già a scuola. Questa didattica si può definire “inclusiva”, deve essere intesa perciò come una trasformazione dell’ambiente educativo che coinvolge e favorisce l’intera comunità scolastica.

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