LAVORO SICURO? SICURO DA MORIRE

Il decreto legislativo del 2008, comunemente chiamato “Testo unico”, ha compiuto dieci anni ma purtroppo, di lavoro si muore ancora. È un buon decreto, fatto bene, completo in ogni sua parte. Eppure il problema sul posto di lavoro c’è, esiste concretamente, ogni giorno.


Di solito ci si accorge della sua importanza solo dopo che è avvenuto un infortunio. Inoltre un infortunio o una malattia professionale si traduce in ulteriori costi sia per l’azienda, sia per la società. Riusciremo mai a capire questo concetto?
Contratti di lavoro sempre più anomali e brevi, finti attestati rilasciati per la frequenza di corsi obbligatorio, scarsa sensibilità di chi ha il potere decisionale (il datore di lavoro), tutti aspetti che segnano in negativo l’ambiente di lavoro.
Per i datori di lavoro, la sicurezza è una questione di spesa. Per questo si sceglie spesso di dirottare le risorse economiche verso altri investimenti. La sicurezza costa, porta a spese sostanziose, perciò i datori di lavoro scelgono a volte di investire in settori più redditizi. Non tenendo conto che proprio la sicurezza sul lavoro, considerata spesso un inutile onere, può invece rivelarsi un investimento i cui frutti si possono raccogliere anche a distanza di tempo.
Una delle possibili soluzioni per incentivare investimenti sulla sicurezza, sarebbe quella di ridurne quando possibile i costi. Su questa linea si potrebbero ipotizzare ad esempio corsi gratuiti messi a disposizione dall’INAIL (Istituto Nazionale Infortunio sul Lavoro) e visite obbligatorie del lavoro tramite il servizio sanitario nazionale e non più con l’assunzione di un medico nell’azienda. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di coltivare la cultura della sicurezza sin dalla scuola primaria, avvicinando e coinvolgendo gli alunni con cartoni animati, filmati e simulazioni divertenti, inerenti all’argomento.

Se coinvolgessimo i giovanissimi su questo tema, ci potremmo garantire una generazione futura già sensibile e attenta alla sicurezza sul lavoro.
Abbiamo chiesto ad un rappresentante dei lavoratori che opera in una grande azienda dell’Alto Adige, di descriverci in breve il suo ruolo ed il suo pensiero riguardo a questa importante materia: CHI E’ L’RLS?
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza rappresenta tutti i lavoratori ed è nominato o eletto dai lavoratori e non dal datore di lavoro. Negli anni, questa figura ha assunto una funzione centrale rispetto a tutto ciò che ruota intorno alla sicurezza sul lavoro. Il legislatore ha voluto appositamente attribuire all’RLS due importanti funzioni: quella della partecipazione e quella del controllo. Partecipazione, perché deve essere consultato rispetto a diversi argomenti cardine in materia ed in particolare per la valutazione e la prevenzione dei rischi sul lavoro. Controllo, perché ha accesso a tutti i luoghi di lavoro e, se rileva problemi di salute e sicurezza, può rivolgersi agli organi di vigilanza. Questi, in caso di violazioni, sanzionano il datore di lavoro imponendo le soluzioni migliorative per la prevenzione degli infortuni. Oggi c’è una maggiore consapevolezza da parte di tutti i lavoratori dei rischi presenti nelle varie realtà lavorative, ma gli infortuni non calano anche se tanto è stato fatto e tanto si continua a fare per migliorare la “cultura della sicurezza”.

IN CHE MODO L’RLS SI RAPPORTA AL LAVORATORE?
Noi RLS, abbiamo un ruolo determinante, dobbiamo fare la nostra parte. Quello che suggerisco ai miei colleghi RLS è quello di stare più vicino possibile al lavoratore, organizzare incontri, convegni, iniziative a tema.
COSA DICE INVECE L’UNIONE EUROPEA SUL TEMA SICUREZZA?
L’Agenzia europea della salute e sicurezza, con sede a Bilbao in Spagna, dà importanti indicazioni sul tema e fornisce vario e valido materiale per organizzare le diverse attività utili a raggiungere gli obiettivi.
IN CHE MODO CI SI DEVE RAPPORTARE CON GLI IMPRENDITORI SU QUESTO TEMA?
Bisogna interloquire con i datori di lavoro sempre in maniera garbata e diplomatica, cercando di fare capire loro che investire in sicurezza conviene, anche economicamente.
Cosa deve fare un RLS per far fronte ai cambiamenti nel mondo del lavoro?
É molto importante fare tanta formazione, studiare, essere preparati e tenersi aggiornati, perché solo così possiamo essere utili ai lavoratori. Tutto ciò, per far in modo che chiunque esca di casa per recarsi a lavoro, possa poi tornare a casa la sera per riabbracciare la propria famiglia.

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