LE PAGINE PERDUTE capitolo 1

“Le pagine perdute” è il titolo di questo romanzo a puntate, stile madame Bovary, in cui verranno raccontate le avventure di Samantha, o Sam per gli amici. Una misteriosa domanda cambierà per sempre la vita della giovane protagonista, trasformando radicalmente la sua visione del mondo.

Erano le 18 quando mia mamma chiamò dal lavoro per dire che avrebbe tardato. Mi consigliò di andare dalla nonna così non sarei rimasta sola in casa per altre ore. Così presi lo zaino, il cellulare e le chiavi e mi avviai verso casa di mia nonna. Il paesaggio era già scuro e il gelo penetrava nelle ossa, l’unica cosa che riuscivo ad intravedere era il fumo che usciva dalla mia bocca a causa del freddo. La strada che dovevo percorrere era molto corta infatti in meno di dieci minuti arrivai a casa della nonna. La porta era aperta e dalla cucina proveniva una lieve luce. Per avvisare del mio arrivo dissi
“ciao nonna, sono arrivata. Mamma ti ha detto che sarei venuta?”.
“Sì cara, entra e vieni qui” rispose.
Allora chiusi la porta, mi tolsi le scarpe e mi diressi in cucina. Non avevo mai sentito così tanti buoni profumi in vita mia. Sembrava di sognare. La nonna stava preparando la cena ma, una volta arrivata, lasciò pentole e padelle e si sedette vicino a me.
Mi chiese molte cose, come andasse a scuola o come andasse con mia sorella Marta. Però una domanda mi lasciò perplessa.
“Nei libri che ti ho dato da leggere hai notato qualcosa di strano?”
ed io con serenità le risposi di no, anche se poi alla mia domanda sul perché me lo avesse chiesto lei cambiò discorso.
La serata passò tranquilla, tra chiacchiere e partite a carte. Il pensiero però di quella domanda mi continuava a seguire. Non riuscivo a capacitarmi di cosa potesse esserci di strano in quei libri. Arrivate le 22 sentii squillare il telefono, era mia mamma che mi disse che sarebbe venuta a prendermi. Salutai la nonna che come sempre mi dette tre caramelle da portare via e andai incontro a mia mamma. Era molto stanca ma questo non mi fermò dal chiederle se sapeva qualcosa su quei libri. Lei mi rispose
“Sam la nonna è anziana, non fare sempre caso a quello che ti dice…”
Sì Sam è il mio nome, o meglio Samantha ma tutti mi chiamano con il diminutivo. Non ero convinta della risposta di mia mamma però pensavo fosse il caso di lasciar perdere quella sera e pensarci con più calma il giorno successivo.