LE PAGINE PERDUTE capitolo 2

Quella notte non riuscì a chiudere occhio. Avevo continuamente in testa la domanda di mia nonna. A un certo punto lo schermo del mio cellulare si accese così mi alzai dal letto e andai a vedere chi mi aveva scritto. Era solo una notifica di Facebook in cui un mio contatto mi chiedeva di mettere mi piace a una pagina di una libreria. Il pensiero dei libri sembrava non lasciarmi mai sebbene credevo fossero solamente delle coincidenze. Presi la torcia, la accesi e mi misi a cercare tra le pagine dei libri. Non sapevo nemmeno io cosa stessi cercando… in realtà ero certa di trovare qualcosa di nascosto. Rimasi abbastanza delusa da quella ricerca perché l’unica cosa che riuscì a trovare fu una margherita essiccata. Decisi così di lasciar perdere e dare retta a ciò che mi aveva detto mia madre. Tornai a letto e questa volta riuscii senza problemi ad addormentarmi. Dovevo solo liberarmi la mente. Quando mi svegliai andai in cucina e come tutte le mattine mi preparai la colazione da sola.
Poiché frequento la scuola di cucina sono molto esigente con i miei piatti, infatti dedicai molto tempo alla preparazione di quello che avevo scelto di fare: porridge con fiocchi d’avena. Una volta finito di preparare e successivamente, di mangiare la colazione, andai in bagno, feci una doccia e mi lavai e denti. In un lampo misi vestiti e scarpe e uscii di casa. Come al solito ero in ritardo e arrivai in stazione appena in tempo per prendere il mio treno. Trovai posto vicino al finestrino e una volta messo il cellulare a caricare iniziai a leggere i miei ultimi appunti di scuola. Dopo un po’ di tempo i miei occhi iniziarono a cedere infatti mi addormentai di lì a poco. A un certo punto sentii una grande luce invadere il mio viso. Era così potente che quando aprii gli occhi a stento riuscivo a tenerli spalancati. In qualche modo chiusi la tendina del finestrino e abbassando lo sguardo vidi cinque chiamate perse da mia mamma. Subito presi il cellulare e la richiamai. Ancora non sapevo però della straziante notizia che avrei appreso…