Natura VS Uomo

Il rapporto fra uomo e natura è sempre stato caratterizzato dall’impotenza umana di fronte a qualcosa di così potente e imponderabile. Abbiamo risposto a questo rapporto con conflitto, spesso guidati da ignoranza o negligenza; altre, assai più rare, da scienza ed equilibrio.

In questi ultimi giorni le notizie di cronaca riguardanti calamità naturali che hanno portato a numerosi disagi e anche a morte sono state diverse. Dalle grandi nevicate che hanno paralizzato gran parte dell’Italia meridionale, alle scosse di terremoto, fino ad arrivare alla valanga di Rigopiano che ha causato diversi morti e ancora parecchi dispersi. Queste disastri naturali hanno da sempre caratterizzato la storia dell’uomo e sono state oggetto di numerose opere letterarie fin dall’antichità. L’ausilio di queste è essenziale per provare a capire la vulnerabilità dell’uomo di fronte a qualcosa di così maestoso e immenso come la natura. L’ambiente in cui viviamo è qualcosa che c’è sempre stato e per sempre ci sarà. L’uomo vive in mezzo alla natura, ma gli sarà per sempre straniero in quanto il controllo di questa è impossibile. Platone nel Timeo scriveva: “Molti sono e in molti modi sono avvenute e avverranno le perdite degli uomini, le più grandi per mezzo del fuoco e dell’acqua…” introducendo così il mito di Atlantide.

Un’altro frammento letterario che ha come oggetto l’imponderabilità della natura è il “Frammento sulla Natura” di Johann Wolfgang von Goethe. La sua opera è una spiegazione poetica razionale del corso della natura e introduce perfettamente ciò che la natura è: “[…]Costruisce sempre e sempre distrugge: la sua fucina è inaccessibile…Il dramma che essa recita è sempre nuovo, perché crea spettatori sempre nuovi. La vita è la sua più bella scoperta, la morte, il suo stratagemma per ottenere molta vita.”. È essenziale ricordare che la Natura è madre dell’uomo e la continua ribellione da parte di questo porterà soltanto maggiori danni, in quanto alle leggi naturali bisognerà sempre sottostare che lo si voglia o no. Non ci resterebbe che mettere realmente in pratica quello che il Leopardi ci invita a fare, come esseri umani, nella Ginestra, impotenti di fronte all’empia natura, di stringersi in una social catena che possa migliorare la nostra condizione umana.

Gelo

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