IO NON ODIO PT. 1

Dopo le sofferenze e la distruzione che portò la seconda guerra mondiale, era stato stabilito che non potesse più accadere una guerra della stessa portata, sembrava impossibile che potesse verificarsi un’altra guerra così distruttiva e atroce.

La salita al potere di Milosevic venne accompagnata da una forte acclamazione popolare. Non dava preoccupazioni al popolo che cercava disperatamente ordine e tranquillità. Dopo la morte di Tito, la Jugoslavia aveva bisogno di risolvere la crisi politica, economica e sociale che si era creata. Milosevic, lo stesso uomo che aveva dato così tanta sicurezza al popolo, si rivelò poi lo stesso pronto a metterlo in pericolo. Fu una guerra atroce che si svolse sotto gli occhi del mondo. Infatti si distingue proprio per questo, sapevano tutti cosa stava succedendo per la forte presenza dei media intorno agli avvenimenti. Atrocità, morte e gesti disumani. Per cosa? Per la sola voglia di comandare? Per la sola voglia di indipendenza? La sola conquista dei territori? La pulizia etnica inizia a causa della differenza creatasi fra popoli ed etnie, il 6 aprile 1992 la Comunità Europea riconobbe la Bosnia- Erzegovina come uno stato sovrano e indipendente. Il 7 aprile arrivò anche il riconoscimento dagli Stati Uniti. Lo stesso giorno l’Assemblea del Popolo Serbo dichiarò l’indipendenza della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina (12 dicembre fu cambiato il nome in Repubblica Srpska).

Contemporaneamente iniziarono le operazioni delle forze armate serbo – bosniache e le “incorporazioni” dei territori che dovevano diventare serbi.Questo è il principio che da inizio alla guerra e alla pulizie etnica avvenute dal primo marzo 1992 e il 14 dicembre 1995. Il risultato del massacro ha portato all’eliminazione dell’identità delle persone. La tragedia balcanica, nel cuore d’Europa, ha prodotto circa 250 mila morti a causa della Guerra. Quello che è accaduto ha distrutto non solo famiglie, ma anche la generazione più giovane che avrebbe potuto cambiare il futuro del Paese, migliorandolo e portandolo fra i più grande Stati d’Europa.
Vespetta