Open Journalism e Open Data, il futuro del giornalismo

L’Open Journalism, denominato anche “giornalismo partecipativo”, è uno degli effetti della modernizzazione tecnologica. Questo nuovo tipo d’informazione si caratterizza per la partecipazione dei lettori da tutto il mondo e alla natura interattiva dei nuovi media.

Il passato vedeva le notizie recapitate dalla radio, dalla televisione o dai giornali, quando tra gli anni novanta e il duemila c’è stata la diversificazione: la tecnologia ha cambiato il modo in cui la gente interagisce con le notizie. Oggi non ci sono più lettori passivi, ma protagonisti del processo informativo: la notizia viene condivisa, commentata o prodotta dal lettore stesso. Questo procedimento caratterizza la nostra società e il giornalismo moderno. Basta una fotografia o un video ripreso da un cellulare per informare il globo, proprio come accadde con gli attentati alla metropolitana di Londra nel 2005.

Con un semplice click possiamo leggere articoli, riviste e interi giornali su internet. L’Open Journalism cerca di avvicinare il lettore e di coinvolgerlo in un progetto editoriale. Certo non ha evitato critiche e polemiche. Un problema è sorto nel momento in cui ci si è chiesti se il web possa autoregolarsi o vi debbano essere applicate le norme giuridiche di stampa. Una questione ancora aperta.

In Italia il giornalismo partecipativo non ha ancora avuto una diffusione capillare, piuttosto troviamo in singoli articoli o servizi riportati dai maggiori media nazionali, interventi multimediali ripresi da persone presenti al momento dei fatti. L’esempio più conosciuto è il sito youreporter.it, in cui chiunque può contribuire ad una notizia inviando foto o video.

In questa visione si colloca anche la rivoluzione portata dall’open data, un sistema che permette di condividere dati delle pubbliche amministrazioni o governativi. Dati sul lavoro, anagrafici, di investimenti pubblici e di gestione del territorio. Interi portali che sono liberi e accessibili a tutti senza costi aggiuntivi. La condivisione e l’accessibilità sono finalizzati a creare cittadini partecipativi e vigili.

Tuttavia, il futuro del giornalismo è sicuramente collegato alla società in cui esso si trova. L’evoluzione dei mezzi a nostra disposizione potrebbe far crescere l’informazione, non è scontata la sua qualità. Ognuno di noi è in grado di informarsi ed informare gli altri, la sfida del futuro sarà di garantire gusto, stile e affidabilità.

Harmony – Dubbio

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