ORDINE O DISORDINE?

Anche tu sei stato criticato per il disordine? Io un sacco di volte, anche ingiustamente.


Consultando il Sabatini Coletti, alla voce «disordine» si trova inizialmente la spiegazione «mancanza di ordine». Una definizione molto semplice ma forse presa da sola non sufficientemente esaustiva. Perchè se si analizza anche la definizione di «ordine», ossia «disposizione funzionale e conveniente che si realizza», si hanno le idee ancora più confuse.
Essendo il disordine una disposizione illogica, logicamente non dovrebbe esistere. Cioè non dovrebbe essere interpretato coi parametri della logica; il disordine non dovrebbe essere nemmeno pensato coi criteri logici della razionalità scientifica.Chi è infatti che stabilisce «lo stato di disordine»? Non mi risulta che vi siano corsi universitari sull’ordine. Come nessuno può reputarsi titolato a criticare il disordine.

Il disordine è una predisposizione naturale, perchè in natura le cose non nascono secondo una collocazione precisa, a meno che non sia l’uomo, invece, a disporle secondo un ordine specifico. Ciò vale a dire che non è il disordine ad essere innaturale, ma l’ordine ad essere artificiale.
Albert Einstein disse: Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno allora una scrivania vuota?
Nel 2013 dei ricercatori dell’Università del Minnesota, fecero degli studi sull’ambiente e su come esso potesse influenzare la creatività. Fecero molti esperimenti sull’ordine e il disordine, tra cui uno molto simpatico.I ricercatori allestirono due stanze, una molto ordinata e un’altra molto disordinata piena di tavoli colmi di fascicoli.

Poi hanno invitato 188 persone a visitare le stanze, facendo assaggiare loro dei frullati alla frutta con la premessa di essere parte di una ricerca di marketing. I prodotti erano divisi in due assortimenti: “nuovo” e “classico”. Chi fece il test nella stanza disordinata, tendeva a scegliere la novità rispetto a coloro che si trovavano nell’altra.

Quindi il disordine non esiste, come l´ordine. Perché entrambi sono una predisposizione innaturale – sociale e ambientale – che nasce subito con il nostro “io” e che poi viene influenzata da innumerevoli input esterni che sfuggono al nostro controllo.
Bafio