Ormai tutti vogliono essere “belli da morire”

La tanatoprassi è quella procedura che permette di essere belli anche dopo la morte. Non si tratta quindi solo di trucco e parrucca  ma dietro ad un corpo spento vi è altro. Dal greco “thanatos”, morte,  “praxis”, pratica, la tanatoprassi è ancora poco conosciuta in Italia.

Introdotta da Andrea Fantozzi nel nostro paese, permette al corpo di rallentare il processo di decomposizione dei tessuti e degli organi, tramite un’iniezione nel sistema arterioso di un fluido conservante. Altre tecniche estetiche aiutano inoltre a mantenere di bell’aspetto il defunto. Con la tanatoprassi viene inoltre abbreviato il tempo in cui il corpo ritorna in polvere, ossia in un lasso di tempo massimo di dieci anni invece che quaranta.

Ricordare un defunto, per i propri cari è necessario; anche se al giorno d’oggi i funerali sono sempre più veloci e dettati dalla pura formalità. La tecnica della tanatoprassi riesce a dare un ultimo ricordo del morto: un ricordo più bello e meno traumatico della persona venuta a mancare. Il morto non sembrerà difatto morto, ma verrà visto com’era da vivo. La tanatoprassi va a vantaggio anche della medicina legale, in quanto, fermando la decomposizione del corpo i tessuti e le lesioni si fissano, permettendo una migliore e più accurata preparazione istologica, consentendo di eseguire le indagini più facilmente. Ciò può aiutare nelle indagini di omicidi o di corpi riesumati. Migliori risultati si otterranno da un corpo trattato.

La tanatoprassi, come molti pensano erroneamente, non prevede e non ha a che fare con l’imbalsamazione o con il make-up post-mortem. L’imbalsamazione è perenne, mentre questa tecnica è la conservazione temporanea di un determinato corpo. I corpi trattati possono durare dai dieci ai quindici giorni prima della sepoltura. Mentre, il make-up, può migliorare l’aspetto del defunto ma non aiuta di certo nel processo di rallentamento di decomposizione.

Questa tecnica, che si avvicina più ad un rituale sociale, aiuta forse i famigliari a decolpevolizzarsi della morte del defunto.

Harmony

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