Posso dormire con voi?

Si chiama “co-sleeping”, è un abitudine che hanno molti bambini, si sentono protetti e al sicuro. Inutile negarlo, chiunque una volta nella vita è andato a dormire nel lettone con mamma e papà.

Ancora assonnati con passi felpati, varcano la soglia della camera matrimoniale e silenziosi si infilano sotto le coperte, dove poi rimangono, dolci e accoccolati, fino al mattino seguente. Per i genitori inizialmente non sembra essere un problema, anzi  può essere un momento amorevole da trascorrere tutti insieme, soprattutto se i bambini sono ancora d’età inferiore ai tre anni. Margot Sunderland, direttrice del Center for Child Mental Health di Londra, sostiene che dormire con i genitori fino all’età di cinque anni aumenta la possibilità che i bambini diventino calmi, sani ed emotivamente equilibrati; e che in ogni caso,  tra i cinque e i dieci anni  sviluppano  la naturale tendenza a dormire da soli. Diverse ricerche, dimostrano anche che il co-sleeping favorisce il cosiddetto “bonding”, il legame speciale tra genitori e figli. Per gli svedesi, dormire insieme  ai genitori è considerato

un vero e proprio diritto naturale che deve essere rispettato; mentre in Germania e negli USA i bambini sono abituati a dormire da soli fin da subito, è come se fosse un comandamento. Probabilmente hanno paura di diventare persone insicure, fragili e vogliono evitare che in futuro il bambino possa avere difficoltà a separarsi dalla famiglia. A lungo andare i genitori a causa di questa abitudine potrebbero non riuscire a trovare la loro intimità, ritrovandosi a dover cercare una soluzione rapida e che non stravolga il bambino. Alcuni psicologi sostengono che il modo migliore per cercare di  far dormire il bambino da solo è arredare la sua camera da letto insieme alla mamma in modo da farla sentire sua. Quindi la fantasia delle lenzuola e la vicinanza dei pupazzi possono rivelarsi fondamentali.

Vespetta

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