SCARABOCCHIARE L’IDENTITA’

A tutti capita, in momenti di noia o di sovrappensiero, di scarabocchiare qualcosa sugli angoli dei fogli. È un gesto che ci viene naturale, che facciamo inconsciamente, senza nemmeno pensarci.



Spesso ci capita a scuola, durante lezioni particolarmente teoriche e frontali, o magari mentre stiamo cercando di spiegare qualcosa al telefono. Sono disegni che possono sembrare apparentemente banali o infantili, ma che in realtà possono dire molto di noi, molto di più di quanto riusciremmo a spiegare a parole.
Quando un’attività importante ci tiene occupati la mente, le nostre emozioni escono allo scoperto. Per questo motivo, gli scarabocchi e in generale tutte le cose che possiamo definire ‘sovrappensiero’, non sono da sottovalutare, ma anzi potremmo considerarle dei segnali a cui prestare molta attenzione. Alcuni scarabocchi sono molto affascinanti, stravaganti, misteriosi. Ma perchè si fanno? Una prima spiegazione potrebe essere che questi disegni istintivi sono semplicemente un metodo per combattere la noia o per rimanere più concentrati su quello che si sta facendo o ascoltando.
Un’altra interpretazioneinvece, più profonda, è che i nostri scarabocchi spontanei nascondino in realtà un significato che svela una parte essenziale della nostra personalità. Proviamo a portare alcuni esempi con i loro relativi significati.

Sicuramente tra gli scarabocchi più comuni ci sono le raffigurazioni di case o comunque di abitazioni. Il significato di essi è, come si può immaginare, la voglia e il bisogno di sicurezza e di protezione. Un altro scarabocchio molto comune sono probabilmente cuori, alberi e fiori. I cuori simboleggiano l’innamoramento e un generale bisogno di tenerezza. Succede spesso che quando ci ritroviamo a disegnare cuori e figure romantiche, la nostra mente stia pensando a una persona o una cosa in particolare. L’albero è uno delle figure più rappresentate, nonostante questo nasconda un significato molto poco banale. Per gli psicologi ogni parte dell’albero rappresenta una parte del disegnatore. Il tronco rappresenta l’io presente di chi disegna mentre la chioma si associa al futuro di esso stesso. In base alla grandezza dei due componenti si definisce lo stato d’animo dell’autore dello scarabocchio in quello stesso momento.
Il fiore invece è quella figura che rende visibile la gentilezza e la sensibilità che il soggetto ha verso chi gli sta intorno.

Chi si ritrova a scarabocchiare figure geometriche piane rende visibile la sua richiesta di ordine interiore e di razionalità. Al contrario chi si trova a disegnare linee curve sembra invece esprimere tenerezza e buona capacità di adattamento anche a situazioni particolarmente complicate che il soggetto sta vivendo o che ha vissuto in un lasso di tempo vicino.
Importante però non è solo quello che si disegna, ma anche come lo si disegna. Infatti la pressione che il nostro polso dá ‘involontariamente’ sul foglio attraverso la penna non è poi nemmeno esso così casuale. Un tratto piuttosto calcato può significare della rabbia verso quello che si sta disegnando e nel significato che esso ne esprime. Al contrario, una linea dolce e poco scura esprime tranquillità e prudenza.
Ad ogni modo, per quanto sia più o meno complesso il mondo dello scarabocchio istintivo, la sua interpretazione è e sarà probabilmente motivo di studio e di curiosità anche in futuro. Una delle possibili vie per cercare di comprendere il labirinto interiore che ciascuno di noi nasconde.

Red Fury