SERVE TEMPO E NON GIUDIZIO

L’adolescenza per un ragazzo dovrebbe essere un periodo felice, spensierato della vita, dove si fanno le prime esperienze e si comincia a pensare al proprio futuro. 

Non è poi così facile come si pensa però. 

L’adolescente, di questi tempi, subisce giornalmente delle pressioni, imposte dalla famiglia, società o coetanei. 

Solitamente si dividono tra: i popolari e gli esclusi.

 

I “popolari” devono dimostrarsi sempre perfetti, apparire forti, simpatici, sicuri di sé stessi e non mostrare la loro parte fragile. 

Vivono con l’angoscia di dover dimostrare sempre qualcosa a qualcuno, come se fossero sotto esame. 

Devono fare da guida ed essere da esempio. 

Il loro obiettivo è di farsi invidiare. 

Spesso però questo desiderio non parte da loro, ma può partire, come molto spesso accade, dalla famiglia o da coetanei, che li convincono di essere giusti solo in questa versione di sé stessi, non lasciando loro la libertà di vivere liberamente ed esprimere la loro vera personalità, facendoli dimenticare di occuparsi della loro felicità. 

Come se volessero allontanarli dalla persona che sono e metterli nei panni di un personaggio creato da loro in base a gusti o ciò che va di moda e funziona al momento. 

Vogliono creare un personaggio “perfetto” e farli assomigliare il più possibile. 

Gli “esclusi” invece ricevono giornalmente insulti, vengono derisi, solo perché non omologati alla massa e hanno il coraggio di vivere la loro vita senza preoccuparsi del giudizio altrui e fingendo di essere qualcun altro.

Viene escluso chi magari si dedica alle proprie passioni, che possono essere: la lettura, il cinema, studiare, stare semplicemente in famiglia. Tra gli adolescenti si è formata quindi una sorta di scaletta sociale, dove in alto troviamo i “popolari” per poi arrivare in fondo e trovare gli “esclusi” o come chiamati comunemente “gli sfigati”. Questa classificazione nasce precocemente, già dai primi anni delle medie, dove sono in un’età di

sviluppo e stanno iniziando a relazionarsi con il proprio corpo e capire chi sono e cosa vogliono.

Siamo in un’epoca dove i ragazzi crescono velocemente e vogliono fare più cose possibili in poco tempo.

Abbiamo fretta di crescere e fare esperienze, di dimostrare sempre qualcosa a qualcuno, di dimostrare di aver già vissuto certe esperienze, dimostrare di essere grandi e vissuti.

Siamo in una società dove si viene giudicati per l’apparenza, per le passioni o interessi e non si prova nemmeno a conoscere una persona, perché basandosi su questi criteri di giudizio superficiali, pensiamo di aver capito chi abbiamo davanti e quindi capire se ci potrebbe interessare, quando di quella persona forse non conosciamo poi così tanto.

Il ragazzo si sente quindi in dovere e costretto a calarsi in questa parte e rinunciare al suo vero “io”.

L’adolescenza è un’età basata sull’apparenza, ma a questo punto ci hanno portato con le loro idee e convinzioni, adulti, società e famiglia, perché un ragazzo a questa età si deve poter sentir libero di essere chi vuole e fare le proprie esperienze e viverle al 100% come più ritiene giusto e deve trovare il suo io e capire cosa cerca e schierarsi da una parte. 

Siamo giovani, abbiamo ancora tanto tempo per fare esperienze senza bisogno di accelerare i tempi.

Bisogna imparare a darsi tempo, perché tutti siamo diversi e abbiamo esigenze diverse, basta cominciare ad accertarsi, senza pensare di essere sbagliati e non preoccupandosi del giudizio altrui. 

 

 

Luna